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Sboccato sbocciare, da varchi di madore
saturi, batte Amore di primera,
sebo d’arrisura in una torrida savana,
lo sbatte di fronte alla schietta provenienza
quando è spiga acerba il suo calore.
Acre d'aromi a invisibili nari
dall'altra cesta cromosomica viene
del cosmo ferormonica per l'aria gronda
una farinata cui si apprende l'impressione
in colla tatuata sugli ormeggi cerebrali.
Cedenza sprovveduta, provvida di sale
asseta sterminati gli estatici agrumeti
che ancora non si è scossa la stagione,
turgida s’imbarca per le strade una voglia
fra colli dove in pascolo i repressi e rosa
sogni perardono all’aurora di passione
crudescente, e la mente carica le masse
in una corsa ricorsa a dinieghi leggeri,
filare di pieghe che rende il faticare
allo svaporare dei pensieri sottomesso.
Amplesso(tanka)
Nel ventre irruppe
un’afa dissetata
dalle percosse.
Nessuna pioggia sa,
del tuo sorriso, l’acqua.
Sesso orale in metropolitana
Ormai si sa, che si continua solo
per zuccherare il gusto, ad intento limpido:
passa in balenate da falchi a prede,
da parte a parte rimbalza e si tasta
che muovi sulle funi invasata e sospesa
nell’imbarazzo, come fossi nuda fra tanti,
che mi si attacca alla pelle un desiderio
incalzante, nella chiusa del vaso proibito.
Sfuggito al controllo, tutto si rivela
in quel mezzo sorriso! Ah, se potesse parlare!
Se ricordassero come dare spago
ai sogni, se uscissero fuori, i pendolari da qui,
non avremmo il peso di chiedere perdono
quanto non abbiamo la stoffa per fare
altro che pensarlo, ma che colpo al tempo,
che ago nel pagliaio, che sudore
per questo cervello! Che regalo
ci fa la comprensione dello sguardo!
Non serve neppure un saluto - ciao,
amore d’impulso, ciao,
tutto è consumato e sincero!
Ci conosciamo? (sì, io credo). Addio,
a presto, mondo mai realmente
mancato! Già... se non restasse
il dolce tormento del pensiero,
la seggiola vuota, ancora umida e calda.
Carminio Tsunami
Carminio
tsunami, cupida
cubiscimi la carne
in virgole impuni, tagli,
accenti squadri, furia,
un sunto isterico
fatto appannaggio
delle tue mani.
Bieche polveri
vestono l’affanno;
dall’occhio al centro
il cerchio si acceca:
soverchia il sole, mi sormonta
l’aria, la fotte coi cavalli
del sale scheggiati
sulla scogliera.
Cima di latenze
zero, lo sciacquio
misterico, radente,
secreto schizza
fino allo spasmo,
sconquassa l’agonia di prati
all’alba, trombi aulenti
scampati ad una calma solo lei
ripudiata. Carminio
tsunami, rapida
svanisci dalla carne in panne,
con te sfregi e magli,
percosse languide, godori,
ai primi raggi increduli
venuti sulla soglia
dell’indomani.
Obsessiva
Ad ogni varianza
della tua geometria
il tempo si adatta,
ora s’inceppa ora langue
ora emula un raggio
gravitante ora tace.
Il pendolo armonico
si scioglie al vapore
dell’esclusiva riservatami,
vira
annaspa
dimentica di ossequiare
la fisica ed io
dimentico il fiato che manca
poi riprende ma non è
più lui, è il martello
del sangue in testa, la frustata
lenitiva. LSD
emana dalle tue gambe,
spinge frena lascia
me ed il tempo
come un tema di Dalì
dissolti inermi stesi.
Tu batti dentro e fuori
di me a piacimento.
Ad ogni movimento
della tua fantasia
il siero si adatta,
ora invade l’infrarosso
ora lascia sospeso
a ticchettare come dinamite
inesplosa
il desiderio.
Improvvisazione di saliva
Improvvisazione di saliva,
quasi scritta, una prima precede
predizioni, si fa invito e poi
persuade i nervi accesi,
si traduce in moto, plausi aspersi,
tesi di miofibre, singhiozzi
di risa e lacrime uterine.
Alacre tanto da non farti
venire a patti con le corde
vocali, eccedo nel fiaccare
quell'accorata, fremente voglia
di rivalsa plateale,
di prendere parola per un: “lecca,
leccami ancora”.
Procede la sortita
nello sgomento, incede la lingua
nel carezzare il premio,
finché ti accorgi di amare l'assenza
di tempo per una comprensione...
Poi cede al limitare del proscenio
tuo sacro la mia caustica orazione.
Mephisto seeds
Nitroglicerina come seme spruzzato
a rapporto neurale di trasmissione,
comandante Fisio. Armed.
Fiale gli hub del cerebrum ci smistano il travaso
simbiotico di simboli in segnale funambolico.
Leisure calling. Countdown started.
Three. Un lasso di trasporto al plastico,
ricarica munita, C6? Sì, e di quella a mano.
Al mio vezzo detona, pronti, via.
Pirogènie e metanolo a martellate per caldo
su caldo esalta peristaltico in aria
- le bolle di mantello riversano al suolo,
dai tasti ossigenati, facilità eruttive
anche effusive - come un dragster a miscela
compressa sei a uno, senza freno a paracadute.
Dimmi cosa mi faresti. Dimmelo adesso.
One. Avverto sul martire paonazzo della cute
il fascino del nulla in tenuta circense
presso la fune sospesa sul lungo termine
della memoria, con la miccia partita
che la mangia dietro i piedi a metri d’angelo
e volo appiccato. Che altruisti ossessi.
Il wattaggio va e noi presto
veniamo sì, all’elemosina essenzialmente -
evacuati. Ricordiamo da lontano solo
lo spettacolo di Hiroshima
e Nagasaki formato festa universitaria
con Mefisto a presidenza
e un senso saturo di bella vita.
Cadendo in te
Scampoli d’ore:
vengo vicino,
cade la mela
e si rivela
il mio destino
di peccatore.
Sùbito re.
Linea di fondo.
Bello il proibito.
Sottile invito,
si eclissa il mondo
cadendo in te.
(da "Il calore sugli spigoli",Ed del Grifo,Lecce,2007)
Petali di ren
Plettri di ren, tumidi bagnanti,
morbide penne,
rammendature di rimando:
trame sulla sete
meridiana
matura.
Calma rigonfia, pressione
fra i pensili sonni
del fiume
al sole: in un gorgo di alterni
petali, anime, placide su cui
torreggia lambito un gusto salace.
Lamine di loto, madide labbra
nel molle molleggiare come le nostre,
adibite
ai baci sterminati
- quei lenti andirivieni sulla crema
dell’acqua.
Sbavature
Scoppi approcci di combusta
resina snocciolano
imponderabili
lingue smanianti
irretiscono l’indomito
animo
venti nel dì ossido
lancette pirografiche, uno
scolo il quadro
patema di incontrarti
sùbito ti bussa
alla porta ammanigliate
leve scarlatte chiazze
di sangue evidenzia
la tua pelle altrimenti
bianca
incalza la caduta
non è che spatola di_rami
ruggini di_mora di attardate
sedotte interiora e_mani
Mi manchi nella pelle
Mi manchi nelle forme
Nelle geometrie delle giornate
Nelle mie danze solitarie
Nell’afa estiva che opprime
Mi manchi negli scritti
Nelle parole inutili
Nelle sere a sfiorarmi
Mi manchi da quando sei qui
Tutti i momenti
A slegarmi i capelli
A filtrarmi l’anima
A bermi come the verde
A vestirmi come seta
Io tua regina
Io tua puttana
Io tua preghiera
Io tuo inno alla gioia
E al dolore che lega
In malinconico suono
Di gemiti a distanza.
2
Userai questo corpo
Lo ripiegherai più volte
Modellerai le forme
Gli spigoli
Le angolazioni
Da cui scruterai
Con occhio regista
Il mio livello di bravura
Nell’eseguire le note
Che tu stesso hai scritto
Artista di strada
Mi hai rapita
Nei vicoli della cupidigia
Ero sul marciapiede
Elemosinando risposte
A domande feroci
Hai dato la tua offerta
Mi hai incatenata e tenuta
In attesa di scontri
E adesso pensi
Alla mia crescita futura
A come mi prenderai la testa
Mascherata tra le mani
Per farmi dire grazie
Si aprirà tra le tue mani
Il cervello uscirà fuori
E ti riempirà i palmi
Si instraderà tra le dita
Caldo liquido spugnoso
Colerà sulle tue gambe
Ti renderai conto
Di quanto può pesare
Un piccolo cervello
Di cagna
Ti resterà appiccicato
Un odore pungente
Che nemmeno dopo bagni
Vapori docce insulti
Andrà via
L’odore della mia anima.
Capirai in quel momento
Che stavolta è diverso.
3
Scorrevano le dita tra il solco disegnato
Da gambe assopite ubbidienti al richiamo
Te le avrei regalate impacchettate con fiocco
Rosa di bambina impunita capricciosa
Tu la mia decisione il mio improvviso organizzare
Per raggiungere quel senso che mi dai
Niente mi distoglie dal correrti incontro
Per ricordarti chi sono
Come mi hai conosciuta
Perché mi hai voluta.
E ti inseguirei per altre città ed altre stazioni
Ancora ti mostrerei il lato più vulnerabile
Della mia anima malata
Del mio corpo voglioso
Il bello da condividere con mani e lingua
Ancora ti aspetterei alla finestra
Ricordando quel giro in auto e la mano tra le gambe
A ripassare il compito “Chi sei Tu”
E senza dire una parola ascoltarci in discorsi
Infiniti di Rapporti Umani Profondi
E Sesso come Bibbia in valigetta
A sfiorare immense volte la rottura
E a chiedere fiducia ottenendola
Solo per dieci minuti di baldoria.
Ancora ti mostrerei quello che mi fai
Quando il tuo sesso si attornia della mia bocca
Avrai un caldo covo per sgocciolare di piacere
Sarai soldato arreso alla nostra vittoria.
4
Mi abbandono ubbidiente
al tuo pronto intervento
mi curi con balsami
di ambra e saliva
sai di antico
sapore familiare
nascondo nei tuoi capelli di cristo
un amore lucido e contorto
di cui ti racconto con preoccupazione
afferro la tua bocca e la schiudo
languida la carne trema
sei l'acqua benedetta
ogni volta mi lavi
e mi assolvi dalla virtù.
5
Tra lenzuola bianche lavate e rilavate di sperma
impregnate distinti separati abbracciati snervati
piangiamo di rabbia e quello che divide unisce di collera,
graffi sui corpi autolesionismo abbondante,
vorrei lavarti la faccia e farti specchiare intento a trovare
i motivi della musica giusta da suonare per questo nostro
scontro voluto non c’è dubbio da una città di salite
e calore di anticipo estate.
Ferocemente cerco la sana soluzione per come amarti
disperata madonna ai tuoi piedi divini
che come ti odio e ti amo Dio solo lo sa
e se poi esiste davvero
ci chiederebbe il segreto di tutto ciò.
Eppure succede e succede che altalenando sensazioni
sentimenti invenzioni di parole dirsi tutto senza pensare
senza optare, finisco in una stazione a guardare che volti le spalle
e vai sul tuo treno in direzione opposta
e le gambe a lacrimare voglie infinite di te.
6
Come bozzolo uniti
E la seta che filiamo
Come vorrei sentire
Quell’alito di vita
Dalla tua bocca alla mia
L’unico ineguagliabile
Vento caldo di libeccio
A muovere le onde
Delle nostre acque
Da navigare coraggiosi
In mari di tempesta
Aggrappandoci alla forza
Dei nostri corpi
Che mai sprofondano
Ma sempre emergono
Sostenuti dalla musica
Di arpe e violini
Da lingue incatenate
Che cantano orgasmi
Penetri la mia testa
E violenti la mia anima.
7
Se non fosse per la musica
nell'aria della mia camera
mentre la strada sotto è in festa
e questo soul che cattura
i neuroni sensibili
cosa sarei se non campana
stonata a festeggiare
i tuoi orgasmi così belli e violenti
che godi di ogni goccia
a inseminare il mio ventre
come pianta di narcisi
niente è paragonabile
alla carne che concedi
dopo lacrime di gioia
e prima di sonni
come morte che solleva.
8
La bambina cattiva vestita di bianco
Lisciati i capelli ti aspettava al varco.
Mollata la bambola sul divano
Camminava carponi con sguardo basso
Seguiva le tue perle ben note
Ed una ad una le ingoiava
Con la speranza di diventare conchiglia
E inglobarti per sempre nel segreto del mare.
Seduto sulla sponda del letto
Attendevi impaziente quel corpo di curve
La pelle di un morbido mai palpato.
Lei si poggiava con la sua schiena
Sulle tue lunghe gambe robuste
E ti invitava innocente sgualdrina
Alla scelta più vasta di castighi.
Per tutti quei messaggi spediti
In bottiglie di vino
Tra il riso sommesso dei commensali.
Che più volte ti eri dovuto alzare
Nascondendo l’imbarazzo in un bagno
Di ristorante turistico in zona di villeggianti.
Si divertiva lei, lasciandoti a metà percorso,
Soddisfatta dei tuoi sussulti
Giunti persino da quella distanza.
Una volta girata di spalle
Cominciavi così la tua opera di modellamento carnale
E strisce di rosso sangue incorniciavano
La bianca pelle della bambina capricciosa.
Lei era felice di ogni tua idea
E giocava con tutte le forme che sperimentavi.
E quella iniziale incisa sulla schiena
Di calda rossa cera di candela
Fu l’unica cosa che riuscì a zittirla
Per guardarsi nello specchio alla luce tremolante
Di un fuoco sottile.
Giochi di ombre sui volti
La solleticarono nel sonno,
assetato di lacrime e nettare
te ne andasti senza far rumore.
Ma la mano della bambina nel dormiveglia
Si aprì e lasciò cadere l’ultima perla raccolta.
Rotolò dal letto, percorse i tuoi passi.
Passò attraverso la porta e ti seguì per le scale.
La strada buia e deserta ti aveva ormai inghiottito.
Rimase sola la perla sul marciapiede
A riflettere una debole luce
Di luna a tre quarti.
9
Il problema vero con te
È che quando mi vieni incontro
Con quel sorriso
Furbo e ben giostrato
Io dimentico tutti i propositi
E al posto di spade
Dalla mia bocca escono petali
e ali di farfalle
Di quelle colorate di nero e giallo.
È che quando sali le scale
E piombi nella mia stanza
Mi faccio piccola
E pasta di sale
Per le tue dita ragazzine.
È che ormai non ragiono più
Con questo tuo corpo
Che distribuisci tra donne
Viziate e inseguitrici
Di ricchezze e apparenze.
È che la violenza dell’orgasmo
Rapisce così tanto
Da far sgorgare lacrime copiose
Sul cuscino fradicio.
È che strapparti i capelli
Diventa istinto puro.
Implorarti di visitarmi
Inevitabile.
Come una musica araba
Alle spalle
Tendo il velo bianco
Sul tuo viso
Ti bacio attraverso.
Bacio di un’ora da sposa.
Bacio di ventitrè da morta.
Deliziata ed uccisa
dalla tua croce .
Lento poi più svelto poi di nuovo lento
Saliva un pò cola su labbra gonfie
irrorate da sospiri di fragole e panna...
Cose Così (mirtilli e more)
Indomita attrattiva
il nostro amore,
ha occhi di luna
e odora di bosco.
Fra felci sinuose
assetato, l'amore,
si riempie la gola
di mirtilli e more.
Toccando la pelle
rugiada si sveste,
tessendo per noi
pensieri amaranto.
Cose Così (fragole e melone)
Sono lì tra le parole e gli spazi
umida meraviglia nei suoi vuoti
sublimi prospettive selvagge,
delizie all’orizzonte rivolte.
Abbagliano sorrisi per me
nei nobili discorsi della mente
incomprensibile poetico gioco
quando disarmante amore arriva.
Sovrano staziona l'odore di sesso,
un sotterraneo variegato torrente
di polpa piena come melone
e liquorose fragole a cascata.
Tremano sicure le mani
fra milioni di sguardi disattenti.
Cose Così (uva bianca)
Suadenti movenze e nivee dune
fra soffi di ciglia ed aliti caldi
piedi scalzi nei tini di grappoli odorosi
alte le sottane in danza settembrina.
Diadema d’uva bianca e bionda chioma
intesa e giovinezza sanno fare
in angolo di cielo un po' nascosto
vita che vive umori e odor di mosto.
Ringrazia il dio del vino mentre trema
fra le sue bianche cosce all’imbrunire
la schiena inarca e può morir d’amore
gemendo di passione e d’abbandono.
Cose Così (uva nera)
Passeggiate di bocche
umide pressioni
e fiati su declivi.
Morbidezze squisite
levigati dolci seni
di frutta e sensi.
Acquerelli e saliva
grappoli d’uva nera
setosi riti magici
di deliziose coppe.
Cose Così (ginepro, mirto e pesco)
Bacche di ginepro, mirto in gocce
su rosso sangue e nera pece
a rincuorare inebriando ogni vena
dentro braccia d'albero di pesco.
Capriccio velluto da spolpare
a morsi di tenerezza respirando
dichiarazioni d'amore a passeggio
sul greto dei versi dai colori estivi.
Concedi orme velate svelando
carezze di labbra e di baci vernice
in parole d'acqua verde immerso
Senti d'essere voluttuoso mare
e, del mare,
conchiglia d’argenteo pallore
Cose Così (cedro e datteri)
Dentro la tua bocca
nell’alito dolciastro
tra l’allegria dei denti
nei fondi del respiro
acquieto l’impazienza.
Gli abbracci mogano
si aprono un varco
tra erosi solchi,
brune terre di cedro
e datteri dolci.
Gira intorno alla lingua
il concentrico sfibrarsi
riarde fino a consumarmi
mi hai aperto le braccia
ed io ti sono grata.
Cose Così [porpora]
il mio cuore tela di cotone
s'apre alle tue dita di parole
collo bocca collo tu scendi
giocando d'allusive illusioni
seta ai miei margini porpora
velluto la lingua tra riflessi raso
m'indulge il nostro tempo nero
di iridi azzurroverdeazzurro
avorio di musica il respirare
l'attesa
d'una notte distesa fra te e me
Cose Così [Preludio]
Sgrano desideri uno ad uno
schiusa all'umido disegno
preludio d'estasi
il piacere tuo
nel mio si eterna
Cose Così [ametista]
Mi [s] vesti di sorrisi tra baci ametista
intrecci dei raggi i mandorli in fiore
leggi le impronte date dalle labbra
su vortici profondi e insenature
che dalla voce al collo al cuore [tuo]
si fan respiro e nelle vene, sangue
scorre come fiume e [mi] porta al mare
Cose Così [parole nude]
Nella rissa delle braccia
dialoga la pelle,
beve dalla tua bocca
dissetando parole nude.
Inebriano nel leccarsi i polsi
illusioni d'amore,
s'imprimono tremanti
di questo nostro niente.
Graffiti in fondo alle mie anche
stremate foglie distratte dove banchetta la tua bocca
impaziente affogare di lei
di brividi annusando dilatante stupore
nel respiro serrato.
Meraviglia di un gemito trattenuto da un morso unico
gemito a richiamo
tra natiche morbide rosa malva
rosa come rosa e bocciolo ammorbidito
nel paradiso infernale osando.
Mi prendi
e ti riprendo cera sciolta.
Mi perdo,
ora mi perdi.
Sfida di sguardi di amati istanti,
distanti.
Cera che c'era ed era
striscia di vento sul viso appeso d'azzurro
vuoto di un cielo così vuoto di cielo.
Luna da lunapark fra altre luci
gialla come ferita di neon
aspro incantesimo nei giorni limone
nei tratti eccitati del viso
dove parlavano i silenzi
di non ritorno e di spalle sfocate
quando mi voltavo.
Cose Così (di sesso, credo)
Sono insonne levigata pietra
sorriso tagliente, a guisa di falce
l'angolo della bocca assetata
di sesso, credo
D'essere consumata pretendo
punta di lingua acuminata e golosa
come del vento lo sciabolare sferzante
Quadro traditore salmastro
quale un canto di cicale stordisce
nel buio intemperante d'estate
Rosario fittizio sgranato senz'occhi
sfrusciare di sospiri odorosi tra aghi di pino
nel primitivismo d'una terra verde scuro
confusione compulsa e fusione
S'apre un sorriso sottile
con un solo morso m'atterrisce
risale il bosco segandomi il ventre
Ora non resta che mordergli il cuore
Cose Così... piacevoli
Mi spolpi di baci
affondi il volto sul seno
respirandomi di sguardi
Umidità fra le vesti estive
amante in viaggio tra sorsi
sull'autostrada delle gambe
Cosce scoperte, aperte
bevi di me scostando
un leggero velo nero
Vaporoso concerto di fiati
nella penombra dei sussurri
trappole calde e oscenità
Muoio solo un attimo
tremando d'amore e di te
poi, mi arrampico e rido
Cose Così (rossetto e labbra)
Troppe mani a dividere ciocche rosse
a incendiare di rossetto ferite labbra.
Dentro ho solo vento e occhi inumiditi,
è notte nei vuoti sempre più distanti.
Dormirei confusa fra pensieri di carta
abbracciando di te ogni carezza ora.
Respirandoti pelle svestita sulla mia
se potessi distesa non pensarti triste.
Cose Così (rame antico)
Occhi di bosco, riflessi della mia vita
il colore del rame antico in ogni ciocca
io, nel centro esatto del mio labirinto
straziandomi la mente brindo con il sangue
levo il calice, solitaria ed ebbra
confondendo di follia quest’amore
espio il peccato dell’ultimo amplesso
senza dover forzare il passaggio
finché la sete non si calmerà un poco
Cose Così (gigli di velluto rosso)
Sudano le mani
rapite dai tocchi
s'invola il sospiro
nello spasimo
Ammaina
in sfolgoranti gigli
di velluto rosso
e di pelle
Aromi acri
iridi bagnate
enigmi di cuore
o di carne
Tentenna
nei silenzi accorti
dei giochi vergini
ascolto il fruscio delle carezze
fazzoletti rossi sotto scarpe basse
affondo ogni desiderio che percuote
di risveglio lento l'alma fugace
quando sei canto di pelle e di mani
impossibili sogni attraverso i sensi
sei discesa d'un volo stanco d'ali
lungo i fianchi e ancora più giù
Cose Così (onanismo)
Scivola fremente
vita che sfoglio
mentre mi spoglio
Benefico sfregolio
di mela e schiuma
fra aghi di pioggia
Mareggiare di rugiada
s'infrange sugli scogli
dentro al tuo riflesso
Assaporo gli spazi
e placo la fame
fino al tuo ritorno
Cose così (cannella)
Ho braccia avvolgenti
e pelle che odora di cannella
e di te
sulla bocca gonfia di baci
il gusto della tua saliva.
Ansimano dondolanti respiri
negli occhi persi
in queste notti senza lenzuola
di luna e di nudo
fra le tue voglie ritrovo le mie.
Cose Così (tè nero ai petali di rosa)
Luna di linee bagnate
spigoli sospinti
inganno da torcere
in crepuscoli di saliva lucida.
Oh le tue labbra!
tatuaggi di stupore,
tenere more selvatiche,
tè nero ai petali di rosa.
Scalpita folle d'attesa
fuori e dentro te il desiderio
nel gusto beffardo
del mio bacio nudo.
Cose Così (fico)
La notte è respiro scuro, scorre,
prepotente solitudine tra muri silenti
su labbra ai sogni consegnate
Bacio urlante, frastuono
d'ombre confuse, speranze,
toccarmi il collo e sentirti
scricchiolando teneramente
in memoria d'un cielo porpora
Di chiaro ancora sciolgo
il rosa carnicino, l'orizzonte
dandoti le spalle, ora,
lontana, vestendomi di nulla
Nello stesso istante
catturata da un respiro, sospiro,
sperando di trovarti, rivederti,
ape ebbra tra i fiori bianchi del fico
Parlarmi con la saliva,
schiavo d'amore nel delirio dei baci
Cose Così (mango e papaja)
Merito d’avvolgermi a te
striando le piume,
confusa del tutto
dai tuoi desideri
sincerità veloce dei battiti
nell'aria calda di questo giorno
odoroso d’estate
e di slanci perpetui
di mani, di dita,
di labbra di vita
di lingua su cosce
di mango e papaja
Immagine furtiva in giostra di lampi,
parabola di parole psichedeliche
sesso variegato da traiettorie velluto
Terra fertile tra le tue braccia oceano
paradiso ospitale ad arco di dolcezza
gelosia bruciante dissonanza d'infinito
Dentro un paradosso d'ancora riflessa
tocco d'oscurità tra percorsi scoperti
annusando gocce di sconvolti lamenti
Hors d'oeuvre sul tavolo è nuda cena
sanguinante fremito leccato gemendo
di lei lussuriosa e vera, come immaginavi
Voyeur
Sottane svolazzanti
colonne tornite da scalare
Paris, la Senna, gli Artisti
i nudi sulle tele
sensualità raffinata
o solo voglia di scopare
Libri stropicciati
su bancarelle confuse
lasciate le librerie
degli studenti svogliati
dei professori francesi
dagli sguardi invadenti
dalle mani rugose
odorose di vino
e di sesso divino
Fumo di sigarette
e triangoli di tessuto sottile
pelo nero,
odor di fica e di tiglio
seni pesanti
che le dita fan tremare
Cosce pallide sbocciano
da nere calze a rete
sul ferro di una bicicletta arrugginita
sognanti Voyeur
con la patta sbottonata
si fan trasportare…
Sorridere di letti
inumidendo labbra
succhiando dita
da far succhiare
Chiudete gli occhi...
assecondando muti
il baciarsi dei fianchi della notte...
Rumori di reti distrutte
in stanze spoglie
con tende rubino
e letti spettinati.
Angeli imperfetti
ad espiar la colpa
d'essere liberi
L'Amore (o altro)
Sprofonda in me
colmandosi ovunque
di morbide fattezze.
Incolla parole,
profumate d' umidità
tra chicchi bianchi
affacciati alle labbra.
Nel lago sinuoso
ormeggia adagio,
affamato, audace,
tracciandomi di cielo.
Ti sento respirare
Occhi nei miei occhi
dentro una camicetta
un cuore accanito.
La pelle, la carne
quello che c'è dentro,
quello che c'è sotto
è da strappare via.
Desiderio, e di più
questa morsa dentro
simile alla fame.
Vertigine di baci
a ridosso d'un baratro,
è salto nel vuoto
un attimo prima
della pena e della pace.
Farfalla leggera,
lingua briosa
sulle punte dei seni.
Bacio lucido di saliva,
lento vero, intenso... nostro
morbido di labbra e di lingua
agli angoli della tua bocca
respirando il tuo calore
leccando i tuoi denti.
Mentre le dita cercano pelle,
adorando sentire la tua pelle.
Fiorire d'un corpo pieno
di papaveri e margherite
che senti acquerellarsi
sul palmo della mano.
Non so dove
Il rumore blu di ogni petalo
profuma lo scoglio di salsedine
tormenta i sensi superandomi
Prepotente immagine che affresca
incidendo di morsi
pelle chiara alla volta del seno
Strappata ti raggiungo ferita
sogno rosso, marea su di te
bocca vorace d'inguine e follia
calze a rete, attacco di tacco e vado
non so dove
Mi riprendo la luna
Graffiti lungo le anche
torsione di sinuate foglie
banchetto per una bocca
impaziente affogare di lui,
di lei, tra brividi annusando
stupore nel respiro serrato
cerchio di morsi, amnistia
ammainante incantesimo
trance de vie o imbroglio?
Che importa...
mi riprendo la luna.
Sigillo
Duellò tra i pensieri
d'una donna ribelle
fiorirono i seni
sotto le sue mani
fremette la vita distesa
la lingua trattenne
intrecciata alla sua
l'anima setacciando
ne udì il vasto fiato
e dentro l’inferno
che i giorni avran dato
il suo sigillo pose.
Prendimi così
Prendimi così
smembrata eco
flagellami nel rantolo ovattato
d'un' ultima notte
Ancorato al sogno
l'astratto coraggio
ensamble d'esasperato eterno
d'una ferita a morte
Lo sguardo di una sera
defilé nel viso di cera sfatta,
sigillo d'incerto franare
nel tuo via vai
Sono mela
Rossa sodità dal gusto liquido
spicchi maliziosi da mordere
nata da fiori candidi
sciolta nella bocca lucida
vivo di zuccheri e succhi di frutta
e di te nettare aspro
fino al torsolo di labbra in gola...
Supplica
Parlami specchio di baci invadenti
tra sussurri di carezze insinuate
Su labbra abbandonate supplica
sbriciolato il cuore nella voglia
Muore di desiderio fame di sguardi
scivola nell'amarsi per rifiorire di te
sulle rovine d'un ricordo sottovoce.
Cose Così [fragranza]
Freme di te la bocca
un chiaroscuro di pelle
danza passi legati
odora di me il tuo fiato
dal gemito domato
all'umida fragranza
Il pensiero culla il desiderio,
ancora ricorda.
Come naufrago di infinite stanze,
al grido del sole,
allargo carne rosa
che m’accoglie tutto,
sento le tue mani su di me
il mio corpo dentro il tuo.
Gocce solitarie
di offuscato tempo
percorrono le tue emozioni.
Notte
La notte si tinge di nero
schiude le gambe, socchiude le palpebre,
la mano si muove accorcia distanze
e riempie la bocca di sospiri e saliva.
Respiro la notte ingoio gli odori
dove ti bagni, invasato io annego
a colare orgasmi infiniti
all’alba che scontorna di luce il tuo seno.
Sogno. (di te)
Sogno d'alabastro surreale
mi prende e trascina
in sensazioni_vortice
domina il desiderio e padroneggia.
Sogno d'assaporare labbra,
calde saporose dei tuoi baci,
di alito bagnato il desiderio
che scava nella bocca.
Sogno la curva dei tuoi seni,
il gioco a soffio delle labbra
richiamo di passione rubino
carne perfetta tra sospiri lievi.
Sogno di te, un pensiero fisso
fino al centro della gioia il fremito
al culmine del pallore della pelle
delle cosce splendide tornite, aperte.
Sogno penetrare ogni dove,
frantumando residue volontà
d'immagini vive in lampi di piacere.
Sogno di prendere possesso temporaneo
della tua volontà di essere,
di esser mia.
Complice sguardo dell'attimo
Complice sguardo dell’attimo,
sconosciuta che vuoi ad ogni costo.
Lembi di pelle nero_vestita,
prendi e fai tua nel sorriso di scambio.
Voluttà accecante, dea che insegui
furtiva e complice, penetro
il buio del rifugio nascosto ivi non sia
che solo mani si intreccino e bocche si sfamino ma
respiri in me nel mentre apro al tocco i seni bollenti,
è gioco la lingua che morde, lacero vesti
alle residue volontà
mi apro e ti consegno la vetta dei sogni
che mano saggia discosta i merletti
e immerge nel caldo umore le dita esploranti,
non c’è tempo, vuoi che spinga a prendere
ciò che la carne esige, urlando il piacere
del piacere rubato.
Lascio e prendo nel movimento convulso
folgora l’intenso orgasmo ai bassi istinti votato.
Strappo il confine del godere
TStrappo il confine del godere
oltre il senso del potere
tremo, sfioro la nuda pelle,
amata forse, posseduta certo,
frastornata la passione
da audace ricerca di perversione,
sul ventre ti strazio
ogni andito esploro
penetro le cosce del piacere
eccito i riflessi nascosti
uso il tuo corpo
irroro di candido latte.
Chiudo gli occhi
Chiudo gli occhi
e si forma l'immagine di te
nella luce debole di poche candele
il pallore della tua pelle pronta nell'essere posseduta
abbandonata alle mie mani, in calda attesa dell'esplodere
dei sensi troppo a lungo repressi, il momento che precede il tutto
desiderio di abbandono nelle mie volontà piu basse ed irreali
sogno di prendere ogni alito di te e dei tuoi sensi
voglio tutto e soprattutto la tua anima
perduta in me.
Arde il desiderio...
Arde il desiderio della mente,
scopro labbra di ghiaccio nella memoria
recessi fecondi di attimi esplosi
che trasporto su di te, dentro di te,
ritmo il pulsare della mano al pensiero
dell’immagine fugace ma viva di una notte
bollente membro, turgido acciaio
fremente, pronto a scavare nei recessi
mille volte mille di te mi faccio,
l’immagine di carni aperte
perse nel labirinto di amplessi esplosi
mi prende ossessiva, mi aggredisce impulsiva
tu sai che io conosco ciò che ospiti
mentre esplodo nel delirio di voglia di te.
Per Te
Sfioro al tatto ogni minimo angolo
del tuo essere femminile,
abbandonata a ferrea voluttà
mai doma e sazia,
dei recessi assaggio esplorando
con la mia lingua che percorre strade sensibili
e sei proprio persa sotto il vello sensuale
mentre percorro di te ogni poro,
adesso ancora domino la tua voglia
indugio in ogni parte impazzita
di un corpo convulso e scomposto,
poi ti ribelli con rabbia
artigli i capelli e mi tuffi al centro del piacere
dove avido bevo alla fonte del godere
il tuo lento, lungo, orgasmo impazzito.
Al punto (nel punto
Certo, infine siamo al punto
...forse solo nel punto.
Distesa dal corpo aperto,
latte di pelle dal candore abbagliante
dea_sogno che permette e promette
lucida dei manti candidi di saliva
ove passo le labbra,
concedi e chiedi piacere.
Apriti allo spasmo e invoca la presa!
Tremano le mani e la bocca,
quando finalmente affondo
nel delirio dei tuoi occhi,
sopra la curva svasata, sinuosa
del tuo fianco morbido
e i rotondi seni spavaldi.
Spingo il movimento
nella tua_mia carne,
colano umori sul nostro tempo fermo,
ansimarti di respiro, danza infernale,
carni straziate, morse, usate...
occhi a confondere il momento, infine,
dell’orgasmo urlato dei sensi sconvolti.
Il piacere che ti aspetta
C'è l'estremo desiderio
di tornare a vivere l'emozione
aspra e forte del possesso,
delle lunghe giornate eccitate,
m'hai scoperto nella magia di Venezia
adorante, muta, offerta sacrificale
nel dono di abbagliante bellezza,
e sei impaziente di bere sensazioni indelebili
non puoi aspettare nel crudo tragitto
incurante di sguardi avidi e indiscreti
semmai ancor più eccitata,
hai preteso le mie mani
ad esplorare il seno fiero, eretto,
e sotto il manto opportuno
a risalire il pallore delle tue cosce
con le tue mani frenetiche, aggrappate,
al turgido baluardo
mentre raccolgo a piene mani
umori bollenti
anticipo esiguo del piacere che ti aspetta.
Spalanchi ogni memoria
Spalanchi ogni memoria
in laghi dove annego
tutto me stesso.
Nuoto sogni incantati
dentro te femmina.
E’ rugiada in perla,
la rugiada che annega
nelle morbide spirali
dove corpo, chiama,
la vita incontra, si fonde,
e quella gola piena di respiro,
tutto soffoca sotto la presa,
gonfio di gioia e piacere, ecciti le orecchie.
Il fiume di sangue per ogni vena eccitata,
spacca la mente sognante,
ti adoro mia gioia e rispetto
il cuore sperso, come di foresta impenetrabile,
alla vita futura io sacrifico il
seme di lunga memoria.
Tu sei la mia lucida voglia
quel lento deporre di armi
sulla passatoia di pelle
che si fa respiro
-quell’incipriarsi di polveri
sguardo di miele
che s’infrange sui fianchi-
Filastrocche supplicate
sulla tua carne eretta
mentre le vocali
scivolano come saliva calda.
-voglia e memoria
precipitata sui palmi
che lenti ti sbucciano-
Mentre le mie ginocchia crollano gioiose
fra gli esicasmi dei tuoi gemiti
-attesi dalla mia pelle
come mistica salvezza-
Es la fragrante noche
Odorosa la tua pelle
mi pervade le narici
simulacro di vorace fame
-annegandomi fra le tue pupille
nell'attesa d'esser presa
sulle costole con le tue spinte-
Dita cercano il tocco
immergendosi nel velluto fruttato
che ad occhi chiusi
colanti meraviglie
immagino
mi godrei il sapore
circolare lento
sulla lingua e sul palato
-come un corposo
vino d'annata
uva schiacciata sotto il palato-
Lentamente percorrerei le curve
disossate dal tempo
farei mio ogni angolo scosso
del tuo respiro
nel desiderio d’essere ossigeno
Gorgo di piacere
Sei vertebra del mio corpo
fiato asceso alla gola
poro sgranulato
sulla mia lingua febbrile
-sogno di pelle
a graffiarmi la schiena-
lucido
piacere
a saturarmi
la bocca
i tuoi fianchi
ad incidere i miei
le tue labbra
a solcare il mio ventre
e le tue dita a scrivermi parole
-disseminando ricami di rovi-
Eremita
d’insaziabile gorgo
al cospetto
delle mie pupille
Black Dalia
Catturai la preghiera sulle tue carni
annegando e rinnegando l’assoluzione
nell’empio odor d’oppio
sulla discinta veste che strappata al seno
mostra il morso
formazione di denti
rovesciati sul bianco frammento
che ora sognante vi mostro
Genero il pulpito serioso
granulante versamento che rotola
nella vertigine e sul torace
mentre l’attesa è voce rauca
a grattare la mia bocca
mentre l’alba sonnolenta
si deterge sulle mie gambe
l’assente dolore
Lucidando di fianchi e di bacino
il ludico gioco che inventi e tratteggi
ogni notte a venire
e sospendi l’ardito sul funambolico
destino armeggiando
nel tempio di quel dio che mi da nome
correndo come un folle sulle pupille
e nel restante corollario d’eternato gemito
DolcAgro
[Dolcagro
il tuo odore mi sgranula
mi rende fresia
odorosa notte
che mi fa lacrimare
cervice bluastra
nell'epidermide unta
-mentre dibatto
il dolore
sul mio viso
che si fa nuvola
e gli occhi in pioggia-
La vertigo
-delle cuspidi-
nell'ansimo
della mia bocca
che s'arrende
alla perfezione
della tua saliva
Io sono il rosso
ed il nero
-polso inclinato
alla gomma
del tuo calco-]
Nel MorfAle della divinazione
Grani di stupore
scorrono lenti sulle nocche
rovesciandosi sulle vermiglie unghie
divinami in verbo
che i miei fianchi
ti sussurrano
brivido sulla pelle
al rovescio del canto
che nella notte screma
nel sostituto
del tuo agonizzante piacere
ho ombre sulla vacua pelle
mentre l’arsura del peccato
si marmorizza
pregno di silenti
voragini
che al buio mi urlano
saliva sacra
a gorgheggio impellente
sodomita della mia impronta
gocce dolci di quel sangue
che mi baciò a tradimento
e tendo le reliquie
di un rituale che mi sfama
in ripudio
sono la sconsacrata
l’infante vorace
l’eresia divorata
-che sussurra alla notte
il cilicio dei pentiti-
Unico indizio:Il Vizio della nostra Fame
Sei il respiro che mi circonda le membra
danza che si condensa nel letto
mentre mi svesti di parole
Sei l’impaziente profumo
che si sviscera
sulle mie cosce in risalire
Pelle scomposta
da ricamare a lingua sciolta
nel sussulto delle tue spinte
Abbaglio di cielo
che nella notte mi graffia
la vergine ugola
Odorosi amplessi
da sniffare nell’intimità
della desertica notte
Mentre la voce si frantuma
nell’anima che migra
fra le tue braccia
Ed io,cornice di carne
ti levigo di viziosa fame
rimboccandoti emozioni
La Notte Scalza
Copiosa scivola la mia densità
sii lembo di spiegazzata carne
sdrucciola essenza rovesciata in gola
Meraviglia umana
scrostata in lento ascendere
Frammento di ricordo
in polverose ore
che giacciono fra le lenzuola d’ebano
Tempo in volo
che acceca e disarma
Nella distrazione
accendo diastole
che m’inceppano il respiro
Abbandonandomi
scalza alla notte
Di Graffiate Voci
Ogni singola voce graffiata
s’appresta a succhiarmi le mammelle
il latte si versa nei palmi
[gocciola il labbro
e il mio desiderio
s’appresta ad ungermi le cosce]
merletti a frusciare nella notte
pelle che profuma di aranciati sospiri
ruvida si sgronda di stelle
questa notte
di sbucciate nuvole
[e nel tuo sguardo
resta la parola sdrucciola
raffinata di miele e di rose]
Screpolati Polsi
E seguo l’indice,
la screpolata parola
di dichiarato amore,
che si nega e giace nelle tue pupille.
Parlarti sbucciata
con i contorni del mio sospiro
sulle dita,lì,
appese al tempio del noi.
E sperare nel sole
in quella luce traversa
che lega il giorno
ai nostri polsi sfilati.
Mentre le righe di pelle
sono quel lenzuolo che manca
sulla pelle infiammata
e la notte che avanza.
Chimica
Chimica
Dentro.
Profondamente dentro.
Dita tessili.
Dentro a cucirmi orgasmi.
Tutta una sequenza di orli e punti sottili.
Lambendo come miglior sarto le parole a fior di lingua.
Dentro tremo e divengo ventre liquido.
Dentro.
La notte porta il ritratto di ore sotto stelle fiorenti.
Condensa su pareti di ghiaccio.
Mentre affondo la mia lingua fra le tue curve cieche.
Dentro tu mi crei abiti.
Non voglio fiocchi.
Solo la sequenza tossica delle tue spinte.
Dentro.
A rotolarsi con le viscere e la testa che frinisce.
[E sempre quella mano sulla fronte...
E l'altra lì,così,due dita sole...
E quando fica e testa sono pronte
riempile di cazzo e di parole.
_
P.Valduga]
[A m a n t e s]
Si succhiarono gli occhi
fra le vele cieche
che adombravano le parole
-ruvida quiete carnale-
Mielata dalle convulse noie
che l’alba minava le ore
bocciolo sgranato
-sulle mani che legavano-
L’amore piagava la vita
nell’assurda piega
che il loro abbraccio
-espiava sul cuore tardivo-
E il frantumarsi in un colpo
delle distanze
si annegavano stringendosi
-virando sulla loro fame-
[F e l l a t i o]
Di lingua t'affilerò
le labbra
succhiando le giunture del tempo
sgrondando caldo miele di pelle
suggerò con mani feroci
quell'intimo drappeggio
che ti è carne eretta
succhiando linfa
godendo del tuo silente assenso
vibrano le vene
sconquassando i pensieri
in rapsodie d'umori
la mia carne porta il nome
la mia fame i segni
e vorrei penetrare
l e n t a
l'incavo delle tue notti
Niente di più intossicante
dell’affogar in lui dolcemente.
Vibrante strofinar di mani
lungo il corpo caldo.
Inebriarsi del profumo
della sua pelle.
Cullarsi nella musica
dei respiri affannati.
Bruciar di passione.
Drogarsi d’amore.
Fragola e panna
Stanotte mi vestirò
di fragola e panna.
Tra setose lenzuola,
il desco dell’amore
apparecchierò
di gustose prelibatezze.
Del corpo mio
avidamente ti ciberai.
Dal seno al ventre
percorrerai leccando
sapor di albicocca.
Con le mani disegnerai delizie,
d’ambrosia intingerai
le dita tra le mie cosce.
Dolcemente ci nutriremo
di passione
e finalmente di lunghi
infuocati amplessi
noi sazi.
Sorniona sfido
Sorniona sfido i tuoi sguardi
e tu, svenevole, mi sfili
la sofisticata sottoveste di seta.
Spogliandomi, sfiori suadente
il seno scrivendo
soavi sonetti sexy.
Saccheggiandomi il sapore
soffochi i miei sospiri,
la saliva scorre sapida su di me
stimolando i sensi e
scolpendomi le sembianze.
Sussurri sottovoce
solari sinfonie
ed io stregata e sazia
soccombo.
Mi ami
Mi ami chiedi
capricciosa io rido,
sospiro, non rispondo.
Mi castighi di baci
frughi i fianchi e
con carezze audaci
mi sradichi l’anima.
La pelle s’infiamma
e l’odore del sesso
come incenso
nell’aria aleggia.
Gocciolano attimi
Gocciolano attimi imprimendo
negl’occhi te, mio tutto.
Cuore marchiato rosso fuoco
palpita ebro di tempestose carezze.
Nel ventre danza di farfalle ubriache
quando avide labbra
sciano sulla pelle.
Intreccio di membra
tra lenzuola fresche di bucato
accende il desiderio
e scava un varco alla passione
Ogni cosa svanisce
solo noi restiamo.
Fuori tutto è grigio.
Musa di passione
Sarò la tua musa ispiratrice
tu, il direttore dell'orchestra mia
oh mio dilètto,
tu, il direttore dell’orchestra mia.
Con le tue abili dita
fai vibrare il corpo mio
come corde di violino.
Fai cantare al mio cuore
una canzone appassionata,
ai miei sospiri fa suonare
una musica flautata.
Spegni i miei lamenti
con baci leggeri come ali di farfalle.
Stringimi tra le tue
forti braccia,
strapazzami di coccole,
rendimi schiava di
questa passione,
e poi insieme cantiamo
il soave inno dell’amore.
Noi
Noi
Sotto un cappello
Grondante di pioggia
Gli sguardi radicati,
il cuore,
una pompa idraulica
impazzita.
Di lampi d’amore
Lividi.
Seduzione
Specchiandomi
Euforica
Dondolo
Un po’ i fianchi
Zuffe
Ingaggi
Ogni volta che attraverso lo specchio
Negli occhi mi guardi
E eccitato, da dietro mi prendi
Sulla Pelle
Sulla pelle stillante di pioggia,
sdrucciolano polpastrelli
avidi ed impazienti.
Tracciano pentagrammi sinfonici.
Distillati sospiri tingono
la notte di rosso
soffiando un bacio caldo,
come un brivido a gennaio,
chiedono, immediata soddisfazione
Mi guardi godere
Le tue mani
come fuoco sui fianchi.
Esigenti.
In mille schegge
si frantumano
i fremiti.
Ardenti.
Pelle su pelle,
baruffe di baci.
In crepuscoli licenziosi,
oltre i limiti di folle
piacere, mi spingi.
Quando il tempo ci precede ... e ci segue
trascurandoci
in corpo non impresso
Quando del giorno hai concluso gli attimi
avvicinandoti
titubante alla soglia del sonno
Quando notte e dì
riconducono al caos
Ecco
magicamente riaffiora
il senso di te
Brezza leggera
Brezza leggera
nelle tue mani . . .
Come brezza leggera, la tua mano mi sfiora
esplorando risvegli nei profumi di lento destare
nel ritrovar dei baci, l'acqua
smeraldina cascata
Di suoni
così lento distendere, il corpo in offerta
nell'attesa di lune, nuove
così come carezze furtive
e del silenzio non v'è più ombra
soltanto luce
di noi
Foschia
Sto
in questa foschia di novembre
come nel pane azzimo del dubbio
Abbandono
del verde grano sì ingenuo e chiaro
il profumo
Mi addormento
culla di me e senza oasi d'orizzonte
piano
Veglio
in oscura notte il tempo
che t ' ha rapito
per lasciarmi sola
Carezze
Le senti amore
le carezze della sera?
Hanno un odore speciale
parlano di noi
mentre mi accarezzi la schiena
- Ti sono sopra -
mio
ogni tocco delle tue mani
tua
ogni parte della mia pelle
anfratti e gemiti
E' silenzio...
Solo l'aria fra i rami dei miei alberi
e noi
nelle nostre carezze della sera
Neve
Tutt' intorno
mi hai disteso la neve
- congruente purezza -
per far del mio corpo
oro
in campo da mietere
Tu
Tu
che mi rendi l'anima Spazio
inseguimi
fra le parole non dette
nei respiri affrettati
in mani chiuse e graffiate
prendi di me la parte migliore
e conducila rosa
nello schiudersi del giorno
inseguimi
soffia giustizia al mio gelo
muta il tempo
in ruscello danzante
Attesa
Vestita di rosa
fresco corallo
attendo anche oggi i tuoi baci
diluiti
tra caldo di labbra
e bianca pelle di dita
In questo tuo tempo
che ogni giorno mi sposa
Risveglio
Vicino a te
è così che mi voglio sentire
In quel pieno di pelle
in quell'appendice di mani
in quegli occhi per poco ancora
distanti
Vicino a te
come preda e predatrice
come amante e amata
malata e sana
vicino a te
soluzione di continuità
Purezza
Ho partorito con te
il mio pensiero più puro
lo stringo lo addomestico
lo vedo stendersi e librarsi
sulle creste delle montagne
accompagna il vento
in azioni scomposte, talvolta
si annulla riprende
sorride ai germogli in primavera
e
si chiude silente fra i colori d'autunno
quando si libera è bianco di neve
e un mantello caldo, per me
Sì
perchè è il mio pensiero
quello più puro
per te
Pensiero
Incespica il pensiero
nella tua assenza
ed è un mietere grano
Ticchettìo le tue dita sulla mia fronte distesa
apro gli occhi
e mi appari
Peccato originale
Mi vesto di peccato
per assecondare questo amore
che chiama il mio nome
fra pieghe distanti nel tempo
Mi svesto di certezze
per accarezzare quest'acqua che chiamiamo amore
che mi riporta là
dove l'onda increspata d'Oceano
s'adagia
in quella pace
che è furore
pieno di baci e di lacrime
che indugia d' un soffio
prima di essere di nuovo
tua
Struggente
Stringimi a te
E penetrami con lingue di fuoco
mio amore
come l'onda che increspa l'Oceano
s'agita e dilaga
finchè approda in un Mondo di Pace
Incerto
Lasciami alla mia incertezza
ora
che delle tue mani si è privato il seno
e un esile respiro
vibra appena
oltre il rimpianto
Nel buio, sotto le lenzuola,
le mani frementi
ti esplorano.
Le dita giocano tra le labbra
della voglia mattutina
poi tra le gambe
assaporo l’amore.
Questa notte
Questa notte lascerò al vento
le mie parole.
Questa notte ritroverò
le mie emozioni proibite
Questa notte verrò da te...
e insieme ci perderemo
nel buio d’una stanza.
Scaldami
Scaldami ti prego,
scaldami come fa il sole.
Con il tuo sguardo,
con le tue parole.
Scaldami con le tue carezze,
con le tue labbra
e con il tuo sapore.
Scaldami amore,
scaldami per sempre.
scaldami la vita.
Di dolce profuma la bocca
e scintillano gli occhi,
come acini d'uva
baciati dal sole.
Superbi i seni,
coperti da ciocche ebano,
e accarezzati dal vento
caldo del sud.
Si, è proprio con te
che vorrei concludere
la mia stagione,
alzando al cielo un calice
per un eterno brindisi
all'Amore.
Appare come una rosa
spruzzata di rugiada,
gocciolante di piacere
tra le gambe spoglie,
gambe che mi stringono forte,
conducendomi inevitabilmente
lungo il sentiero
che porta in Paradiso
L’acqua che bagna la tua pelle
non basta a lenire la mia sete.
Il fuoco che arde il mio corpo
non scalda abbastanza.
Ma il fuoco, come l’acqua,
è una marea che sale e scende.
E l'acqua è come il fuoco,
scorre dentro di noi accendendo il desiderio.
Le nostre anime si fondono
come l'acqua
e
i nostri corpi si accendono,
come il fuoco.
Languida ombra
il tuo corpo.
Morbide curve
e colline eleganti
i tuoi fianchi.
Turgidi i tuoi seni.
Desiderio mancato
ma immancabile
e piacere mai
del tutto appagato
Non parlare amore,
che sia la tua lingua
a disegnare i sogni
sulla mia pelle.
Non parlare amore,
ma fammi sentire il tocco
delle tue mani
sfiorare il mio corpo.
Non parlare amore,
lasciami solo il sapore
dei tuoi baci
dolci di passione.
Ma ora,
parlami di te,
AMORE
L’ultimo velo scivola tra noi
fino a congiungere le nostre pelli
e fondere le gocce di sudore
Nudi
nel desiderio rovente,
ma senza scottarci,
sotto lenzuola di baci.
Le mani
cercano stabili appigli
nei nostri corpi
stretti da palpiti ansimanti.
Tra le braccia
un incontenibile fiume di passione,
inonda anche la mente.
Insieme scopriamo i nostri corpi
zeppi di frutti maturi e succosi
che saziano la nostra (insaziabile) fame ....
Dentro di te…
Aprirono la porta
L’amore si spinge
all’ingordigia del piacere.
Desideri che scivolano
in una bocca di fragola,
tra dolcezza e peccato.
Il corpo infuocato
dal caldo velluto
della tua pelle,
che vibra al richiamo
di un orgasmo
che ora assaporo
dentro te...
Così
con le mani sulle tue cosce
ad inaugurarti il viso
Carenatura
Accarenato ti spingo alle tue voglie
Mentre ti guardo e ti oltrepasso i lumi
Della tua soglia anale e ti stringo forte
I seni senza più buio.
Voci
Voci dal cortile
E io qui tra le tue cosce
Mentre t'accarezzo il viso
Cogito
È forse l’erotico un movimento del piede
o della lingua che a cerchio sfilano
la superficie di un cilindro senza base
e che in punta di cono poi lo sfocano
dopo averne ben risvegliate le geometrie?
Orizzonti
gli orizzonti lontani
scompaiono
e la voce è ravvicinata
assai
nell'assaporare
gli attimi
che giungono
ora
ad uno ad uno
scanditi
in brevi note di te
tra il movimento
del cuscino
e il preservativo
non messo
Le folate
Accalcami tra le tue cosce
e al seno le bevute di birra
salubre alla fonte
i tuoi baciamano
mentre ti alzo da terra
e ti sospiro dentro.
La fermata
Hai occhi che mutano al mutare della mano
Che dolce ne assimila il verso e contenta
Svolge il suo compito. Stasera noi qui sul
Terrazzo mentre mi seghi il ventre, e sto
Per venire.
Ma non ti fermare adesso.
Il posacenere
Mi riporgi il mio desiderio
A rivedere le tue gambe
Anzi il tuo sotto della
Coscia che sollevi piano
Sull’altra
Mentre ti allunghi
Verso dietro a riprendere
La sigaretta
Posata poco fa
Sul posacenere d’antico
Mentre gli altri ancora
Ballano.
La prima volta
Accentrartela sulle dita
e poi lenta la mano
a stringertela
come la prima volta.
Il ventaglio
E venne intero il giorno
venne coi tuoi capelli sparsi,
a ventaglio, a coprirne le sue
voglie.
Bagnami
con il desiderio
che si fa goccia di Te
fra le pieghe
del mio essere Donna
inondami i sensi
con la potenza
del tuo essere Uomo
che si fa sensazione
fammi volare
oltre questo cielo di seta
con movimento lento
portami alle soglie
del Tempio di Giada
dove ogni fremito
è Passione che ammanta
voglio godere di questo cielo
che si fa porpora
e percorreremo insieme
i sentieri dei brividi
che aprono le porte
ad un orgasmo che avvolge
anima e cuore
in questa nostra
Notte d' Amore...
Passion...
Intingo la penna
nell'inchiostro del desiderio
e scrivo la mia passione
su fogli di Noi
lenta scivola su nastro di seta
ricamando emozioni
una goccia di rugiada
stinge l'inchiostro
e una nuvola rossa
parla per me
del desiderio che accendi
fra le mille pieghe
della mia sensualità
vieni ... scriveremo insieme
pagine a colori
che solo il cuore saprà leggere
mentre tutto si tingerà
di rosso fuoco....
Pensiero che avvolge...
Danza con me
fuoco della Passione
spire avvolgono
il mio sentire
brucia nelle vene
il desiderio di Te
attimi in cui
ogni vibrazione
ha il tuo nome
chiudo gli occhi
e ti sento dentro me
sei Pensiero che avvolge
di rossa emozione...
Fragola_Donna
Fragola_Donna
apro a Te petali di voglie
nel mio mondo da mordere
sei bocca vorace
lingua che assaggia
desiderio che arde
mi assapori
mi ecciti
mi brami
mi conduci
alle soglie della vertigine
attimi sublimi in cui
la Passione trasmette ai sensi
la carnalità di un'emozione
e ci troviamo avvolti
dal profumo di Noi
avvinti e felici
nel nostro talamo d' Amore...
Bevo Amore...
Scivola la lingua
docile al richiamo
della passione
scie di desiderio
si accendono
mentre assaporo
il tuo miele
ti sento fremere
sento le tue mani
sciogliere nodi
di carnali sensazioni
i tuoi sussurri
si fanno carezza
il cuore accelera
brividi ti incendiano
mentre mi disseto
alla tua fonte
e bevo Amore...
Frutti rossi...
Disegnami
percorsi di passione
sulla pelle bollente
di desiderio,
tracciami rotte
che portano al delirio,
avvolgimi delle tue sensazioni
e voleremo insieme
ai confini dell' infinito
dove il cielo penetra il mare
e l'orgasmo della natura
nell' ora del tramonto
dona i suoi frutti rossi
alla sera e alle sue stelle...
Frutto d' Amore...
Lingua che freme
scorre su Te
scopre ogni anfratto
umidi sentieri raccolgono brividi
il tuo cuore accelera il battito
ti sento gemere
un invito a non fermarmi
chiedi alla mia passione
di mordere i tuoi frutti
campo di fragole
sei fra le pieghe del mio desiderio
il succo rosso che
irriga la mia voglia di Te
chiudi gli occhi e lascia
che io possa gustare
lo zampillare della vita
dal tuo corpo che si contorce
il desiderio di essere bevuto
placa la mia sete
lascia che sia un sussurro
a gridare il mio nome
saziami frutto d' Amore
in questa notte
di sublime calore...
Come musica...
Sento il tuo pensiero
mi avvolge come musica
mentre spire di fuoco
incendiano il nostro sentire
voglio la nostra notte
di gambe intrecciate
coi sussurri che
rompono il silenzio
non più assolo di passione
ma un incontro di respiri
una notte senza fine
fra lenzuola stropicciate e
petali di rose coloratissimi
talamo d' amore
bollente ara del desiderio
dove vittima e carnefice
sono una sola entità
unico corpo
unico orgasmo
unico urlo
e poi...
solo brividi e carezze
a parlare per Noi
Goccia di miele...
Goccia di miele
sarò fra le tue labbra
il dolceamaro della passione
ti regalerò brividi d' Amore
fra lenzuola di sogni
sarò il profumo che
inebrierà i tuoi pensieri
accendendo il nostro sentire
saremo acqua e fuoco
delirio e desiderio
che si fonderanno
in attimi che
esploderanno
fra petali di rosa
su un giaciglio
d' emozioni...
Donna con Te...
Baciami e stringimi
fammi sentire Donna
nell'ansa della sensazioni
che ci accoglie
con vibrante passione
donami il canto del vento
che sussurra il desiderio
di un lecito percorrere
i meandri delle nostre voglie
sei lingua di fuoco
che accende il desiderio
di essere totalmente Tua
torrente in piena
i nostri sogni
scorrono lungo pareti
di roccia sulle quali
è inciso il sodalizio di Noi
nessuna tempesta
potrà cancellarlo
perchè siamo
due anelli
della stessa catena....
l' Amore
La strozzatura impedisce
l’affondo completo
così si dibatte la lingua
morendomi dentro.
Annegare nella pelle il respiro
renderlo acqua, assorbita dal corpo
l’umidore della lingua dentro i cerchi
fino in fondo
così come quando vedemmo quel volo
di falco in picchiata sul lago,
ghermire in un guizzo la preda
risalire dove l’occhio non arriva
ma un silenzio taglia l’aria.
Seguire con gli occhi le dita
la linea sottile incurvata
disegnando nuovamente la tua bocca
perfetta socchiusa al respiro che danza
seguire lo zigomo alto
la gola l'abbraccio
la mela - mio centro - che addenti.
Abbandonami le labbra
sui fianchi i seni i palmi
aperti alla luce che filtra
in ombra accartocciata.
Spargo
le tracce, l'umidore
lingua arguta nell'ingoiare tace
Tacimi la pelle le ginocchia
sedotte dal marmo.
Tondeggiami
tondo nel chicco
- viola -
succoso scivolando nel palato.
Scompigliami le ossa di un
delirio
di bocca, di mani.
Nel petalo traviato del sentire
l’orecchio trema.
Benedetto
lo scoppio che dentro ti succede
quando in me zampilli piano.
Disegnami
la forma del piacere
che penetra la rosa
La vulva che si schiude
stringendosi l'essenza.
La grazia
conosce la trama del fiore
nel petalo rosa il mio rosa
nel rosso che goccia il mio sangue
la spina che spingi
e lo sai.
Polifonia
questo sentire
il suono bianco alzarsi,
la mano -calda - entrare.
Rosa disteso nell'ocra bagnato
duro, incurante, abbandonato
così lui ti guarda.
Spingimi,
spingi con tutta la forza
mi troverò sul pavimento freddo
strisciando la pelle
- rosa capezzolo indurisce -
Brivido nel cranio
- la tua presenza
dietro -
Solleticarti i piedi
in punta di silenzio
giocarti tra le dita
la pelle che sorride.
Vorrei esserti nel braccio
a sferzare nudi colpi sulla tela
incidendo la tua carne.
Disumano piacere
premeva i suoi denti
sulla nuca, così esposta
addentando la pelle
di brividi cosparsa e
fremeva, fremeva la lingua
languente inghiottendo
l'esserci, senza.
Assaporo l'ebbrezza del tuo corpo
che mi esalta e mi confonde:
incantesimo di attimi...
La tua pelle mi sfiora l'anima
e,
tutta mi pervade...
Tu,
caldo sapore di mare,
inebri e invadi
il mio essere...
Estasi di due corpi
che fremono in sintonia di spasmi...
L'alba ci sorprende
e ci copre con un velo di soffusa luce,
danzando su rubate note...
Catturo...
Catturo
la tua immagine
che affonda
i suoi artigli nella pelle...
Il tempo scandisce
attimi
ed inesorabile
si consuma la tempesta...
Risento
la tua pelle sul corpo e
cedo la mia angoscia:
sono istanti magici
che crepitano
nel fuoco dell'amore...
Taccio
e un dolce suono
di carezze tutta m'invade...
e allor...
io docile, m'arrendo...
Due corpi…
Su smeraldine coltri
due corpi
frementi di passione.
s'infrangono,
assaporando
l'attimo fuggente...
Perfetta sintonia...
Intorno suoni di violini
ne scandiscono i momenti...
La natura,
eterna spettatrice,
applaude
dal palcoscenico della vita...
Enigmatico amplesso...
Adagio l’esile speranza :
dell’inedito incontro ne assaporo
l’intimo sopore…
Al crepuscolo, dettagli sensuali irrompono
scandendo il ritmar dei sensi…
Tu, cogli l’attimo d’amore
catturando il tenue sapore
profuso di spasimi inebrianti!
Enigmatico amplesso:
despota del mio sentire,
ubriaca il mio corpo
di insinuanti lusinghe,
spiluccandone il fugace epilogo…
Tu,
languidamente,
scivoli,
io, voracemente,
pilucco l'uva,
assaporandone
il dolce nettare:
roridi momenti,
preludio di
incandescenti sapori
Motel
Un'anonima stanza,
cortigiana dell'anima
e despota del sesso, appare
nel crepuscolo d'un qualsiasi giorno...
Epilogo tormentato
d' una pallida alba
che sorprende,
in un intrigante incontro,
due corpi anonimi...
Amor...
Intrigante incantesimo,
avviluppi l'anima stregandola...
Pervadi logorando i sensi
e, quando, immagine illusoria,
accendi di passione,
aspergi di audaci balsami
inafferrabili lusinghieri spasmi...
Voluttuosa voragine,
ammalia, palpitante,
sonnolenti vagheggi
filtrandone l'intima inquietudine...
Haiku
Amore aspergi
palpitanti balsami
anima streghi
Assaporo te
incanto di un attimo
ebbrezza pura
Haiku…
Plagio d'estasi
in intrigante incontro.
Rude piacere
Tanka…
Plagio d'estasi che plasma
un animo avido d'amore...
Dettaglio inutile:
oracolo d'un piacere sciolto...
Caldo sapore
invadi e inebri i sensi
magìa di attimi.
Estasi di due corpi
in sintonia di spasmi
Un breve incontro
con furtivi brividi
fugace gioco.
Nella beffarda aurora
intrisa di palpiti.
Tanka…
Caldo sapore
invadi e inebri i sensi
magìa di attimi
estasi di due corpi
in sintonia di spasmi
Tanka…
Un breve incontro
con furtivi brividi
fugace gioco
Nel prestigio
Servigio
Della tua pelle
Annego il tempo
Abbeverandomi di te
China
Scivoli sul mio letto
Come una legge divina
Spiro
Nel giorno
Il fragile fiore
Che si apre a me
Bocca
Nel sonno ridi
Sbavando
Nello scoglio
D’inquietudine
Ti doni a me
Bruciando
Al sole
Le tue natiche
E
Godo
Dell’immenso amore
Di un fiore
Ripiegato a metà
Che
Insegue
Il sole
Che
Mai tramonterà
Per te per noi…per tutte le donne…le vere amanti della vita…
Avvolgimi
erotismo
spirito tuo
variopinto
passante
che
sfiori
leggiadra mano
avvolta
nelle folli vesti
del
desiderio che infuria
negli infiniti pori
ustionati
dalle tue mani
intreccio di dita
avvolgimi
dilagando
il cuore
di chi ti ama
Scrivo per voi
scrivo per voi
varco dune
di seni
femminea statua
tra cielo e mare
mi invagino
in te
respirando
tra le tue labbra
il sapore
del vento
che mi porta via
scrivo per voi
trasportando
i sensi
nella tempesta d'amore
Amor terreno
trafitta di luce
irradio
i suoni
della terra
apice
di amor
che vive
nell'ombra
di ansimi
zelanti
che
nel cuor
di fuoco
sforano
la tua prigione
di amor ardente
La seduzione
bellezza
di punta
sinuosa
figura
traballante
in un ancheggiar
di fianchi
tra
pizzi
che mordono
il verginal sorriso
di labbra
che
sfiorano
la seta
scivolosa
riempio
la mia vita
stretta
tra
la voglia di me
ancorata
a dei takky
che
echeggiano
fluendo
tra
la nuda pelle
avvolta
nel sogno
della vita
Mi svelo
riflessi
che precipitano
in baci
frenetici
amore
vizio
che mi rode
sverginando
il piacere
di tela
che mi incrosta
la pelle
e precipito
nella mano
bagnata
che si stringe
in me
Amore
il volto segnato
e' il tempo
che scorre in te
goccia oceanica
che vaghi
immersa nell'oblio
del giorno
che sbatte
dentro il tuo corpo
osi
e accarezzi
le gambe
aliti
gemiti
ti percorrono
mentre sfili
le calze
dorate
ti percorri
ti sfiori
amore
quanto tempo
tra una cartolina sbiadita
mi immergo
e mi sazio della visione
muta
amore
le tue grida
il tuo sapore
l'odore del ventre
che bramava
amore
languido
e sfatto amore
ricompongo il tempo
e scivolo
su di te
bagnando le ore
che mi separano
dalla lingua
che sento
insaziabile
dentro me
amore
Quando
brivido
vicinanza di pelle
profumo succoso
fianchi
dita
che indugiano in me
penetrando le sfere delle dee
ombrose labbra
che stringono la saliva
in ragnatele bavose
mi pizzico il cuore
fluorescendo a getti
gingilli luminosi
quando mi sfiori
allargo le natiche
ed entri in me
limpida
fresca
vergine
che sgorghi con zampilli
di rugiada
sfili la mano
e osi
il peccato che ti confessò donna
spalmami
con la lingua
i contorni del mondo
quando la gola implora
saziami
affondati in me
aspirando
ingoiami
con tocchi concentrici
danza orgiastica
invaginata
quando
la vita
respira
L'estrema bellezza dell'essere
non perdo il tuo sguardo
annego il sorriso
tra le tue labbra
sanguinante
irrequieta
gocciolo amore
dalla tua lingua umida
predatrice
non pago
sazio
le languide voglie
dell'amante nascosta
rinchiusa e scoppiata
tra la tua nera flora
Goccia errante
bocca ansante
flaccida
rugiada colante
delizia succosa
sepolta
nella pietà osculante
sei caduta
come goccia errante
tra le ire del mondo
disegni la tua forza
dentro di me
mentre ti inarchi
in gemiti
inebriando il mondo
Scrivo per te
scrivo per me
demone o santa
divina
o maligna
scrivo
per lisciare la tua superficie
frutto o fuoco
succo morbido
rugiada di bava deliziosa
scrivo per me
per non dimenticare
la pieta' buia della tua bocca
risucchiata
dalla saliva gelida
scrivo per te
creta modellante
dalle mani sapienti
strizzami
non lasciarmi morire
odori
spruzzi
liquidi orgiastici
e sento
la fibrilla devastante dei tuoi nervi
scrivo per te
fremito solenne di una statua nera
che aspetta
attende
il suo divenire donna
Insaziabile
insaziabile
odore del corpo
che emana
limpide gocce
risucchiate
dal profumo
che evapora
mi inonda di te
insaziabile
corpo
che migri
tra le lenzuola di seta
strisci
spremi
impennando
liscia la pelle
che scivola
oltre i tremiti
che affondano
sul corpo
vigile
insaziabile
desiderio
avvolgo
accompagnando
l'ombra
del tuo destino
l'ombra amante
sospinta
da un onda impetuosa
ti sorprendo
nell'estasi
di fiotti impuri
che
scivolano
tra
la carne
tumultuosa
che
muore
in te
Infiammo
4°Concorso
Nazionale di Poesia indetto da Rosso Venexiano
dal 15 settembre al 15 novembre 2009
Bando di concorso Sguardi [fra pochi giorni] per la partecipazione gratuita
a Antologia poetica edita dall'Ass.ne Salotto Culturale Rosso Venexiano
vietati video e slide nei post
Iniziative
Temi
a cui ispirarsi
tag: sabbia
Sabbia, nulla è più fuggevole della sabbia... dal 5 settembre
Rosso Foto
Rosso
Foto Concorso di Settembre
tema: fotografa le tue vacanze
invia le tue foto a rossofoto@gmail.com
entro il 30 settembre 2009
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tag: elementi della natura
Aria, acqua, terra e fuoco.
dal 12 settembre