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venerdì, 01 gennaio 1999
In... anima21
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Sandra si stava godendo gli ultimi bagliori di un estate, nella prima settimana di settembre, in una spiaggia calabrese con Elisa, la sua amica del cuore. Le due donne camminavano a piedi nudi, carezzati dall'acqua cristallina, che sfiniva la sua corsa nell'argine della spiaggia dalla sabbia finissima. Avevano la stessa età. Erano state compagne di classe ai tempi del liceo.

Il cielo acceso e colorato su di loro, in un tramonto di un pomeriggio di quiete, dava loro l'impressione di trovarsi in un quadro di Renòir.

Il sole era come una grande palla arancione trasparente su di loro, e stava calando tra le montagne della baia.

Per uno straodinario effetto di immagini, sembrava quasi toccarlo.

Nel dolce suono delle onde di risacca, si stavano scambiando le esperienze estive tra i riflessi di sole sul mare.

Essi luccicavano e davano bagliori colorati nello specchio del mare.

Fu in controsole, nel contrasto di mare e tramonto, che la luce brillò come una lama tagliente nel bracciale, sul polso sinistro di Sandra. Questo, fece incuriosire Elisa che a bruciapelo gli formulò la domanda:"Bello! E' un regalo di tuo marito?".

No, rispose Sandra.

Allora, chi te lo ha regalato? Riprese l'amica.

Si guardarono negli occhi in un silenzio, ove solo le onde sussurravano nella spiaggia solitaria. E Sandra cominciò a nuotare in quel silenzio e ad avere gli occhi lucidi, ma anche una pace interiore.

Elisa le riformulò la domanda: "Chi ti ha dato quel bracciale?".

Ed ancora: "Noi due ci diciamo tutto vero? C'è qualcosa che mi devi dire e che non so?"

Ora, Sandra, aveva gli occhi lacrimanti. Si passò la falange dell'indice destro per attutire una lacrima che le rigava il volto, e abbassò la testa.

Su, la incoraggiò Elisa, non c'è nulla di male se hai fatto una scappatella. Non devi rendermene conto. Anch'io ho i miei segreti nell'armadio, ma sto attenta.

Tuo marito potrebbe chiedertene conto quando tornerai da lui.

Sandra, 30 anni, una bella donna, aveva trascorso quindici giorni di ferie della metà di agosto in Spagna, nella costa brava in Catalogna, a 60 Km. da Barcellona, e aveva deciso di prolungarle di altri quindici giorni in Calabria dalla sua amica.

Finite le ferie, doveva raggiungere il marito in Veneto.

Viveva al nord-est, a Rosà in provincia di Vicenza. Non stava attraversando un buon periodo coniugale. Aveva deciso di fare vacanze separate un pò per lavoro, ma anche perchè aveva gusti diversi dal coniuge. Litigavano spesso.

Così, era un buon motivo per prendersi una pausa di riflessione.

Senza figli, orfana di madre, per un male incurabile appena l'ha messa al mondo, e del papà annegato prima della sua nascita, ha trascorso l'infanzia serenamente con i nonni materni.

Si era sposata con un imprenditore veneto.

La sua, è stata una storia tristissima e incredibile. Infatti, appena morta la madre, i medici si accorsero che la defunta era incinta e la fecero venire al mondo prematuramente.

Ma tornando al dialogo, Elisa le disse: E' stato in Spagna vero? E' una terra affascinante la Spagna, come dire: caliente.

- In quella terra c'è una magia, ho sentito parlato bene. Ma non temere, resterà un segreto tra noi due.

Fu allora, che Sandra si aprì all'amica, anche confortata dal sole quasi a metà dai monti, che rinfrescava la sabbia e la rilassava completamente.

In quell'atmosfera, gonfiò i polmoni per prendere fiato e disse: "Sì, è stato in Spagna, a Lloret de Mar. C'è un lato della città che si affaccia sulla Platja de Fenals, spiaggia più tranquilla, divisa dal centro da un promontorio roccioso. Lì mi aggiravo tra le vie a fare shopping, quando mi sono seduta ad uno dei tanti cafè sulla strada. In quel posto tranquillo, c'era un grande cartello pubblicitario che reclamizzava uno spettacolo di flamenco all'interno del locale. Mi stavo rilassando con un buon aperitivo leggero alla sangrìa e fissavo quel cartellone".

- Le piace il flamenco? disse un cameriere sui quaranta-cinquant'anni al mio fianco materializzatesi improvvisamente!

Distolsi lo sguardo dall'aperitivo e lo guardai dal basso in alto e...rimasi fulminata!

- Venga stasera, lo spettacolo è gratuito. Continuò!

Non ci potevo credere! Era lo stesso uomo che sognavo da fanciulla.

Il mio principe azzurro!

Quell'uomo mi dava una buona sensazione. Più lo guardavo e più mi convincevo che era lui.

Come poteva essere? Io lo sognavo spesso, tale e quale!

I lineamenti, il sorriso. E anche l'andamento era uguale. Gli occhi, gli stessi.

Elisa sgranò i suoi occhi sorpresa.

Sì, l'uomo in cui mi rifugiavo da fanciulla, era di fronte a me, continuò Sandra. Ed io non riuscivo a parlare, ero abbagliata dal suo fascino. Non capivo più nulla.

Quell'uomo aveva gli occhi luminosi, quasi ipnotici, ma intensi. E poi era bellissimo! Stavo bene.

Volevo abbracciarlo, dirgli: ti ho atteso da una vita!

Era lui!

Non riuscivo ad alzarmi da quel tavolo, tant'è che ho dovuto ordinare un toast per farlo tornare, e anche quando ho pagato per andare via,  non riuscivo a distogliere il mio sguardo su di lui. Mi emozionava solo vederlo. Un classico colpo di fulmine.

La sera poi, ho assistito allo spettacolo. Ma devo confessarti che sono andata più per incontrarlo che per lo spettacolo.

Ad ogni "Olè" di incitazione del pubblico, nella frenèsia dei battiti ritmati delle mani e nàcchere, mi giravo per cercarlo, ma non c'era.

L'ho persino sognato la notte!

Sentivo il suo profumo intorno. Mi rivedevo da ragazza e che mi avvinghiavo tra le sue braccia. Quanti baci formidabili!

Mi sono svegliata che sudavo.

Mi sono chiesta se tutto questo era possibile! Come poteva accadere?

E' la magia della Spagna, te l'ho detto, pronunciò Elisa, oppure la magìa della sangrìa.

E risero molto!

Il giorno dopo tornai apposta proseguì Sandra, e non ti dico come mi batteva il cuore nel vederlo tra i tavoli a servire.

Cotta proprio, affermò Elisa con un sorriso misto a soddisfazione.

Si, riprese Sandra. Appena mi si è avvicinato gli ho detto: "Grazie del suggerimento, è stato davvero un bello spettacolo".

E in catalano, misto ad un italiano sporco, mi ha sorriso e chiesto cosa ordinare. E poi: stasera c'è una brava cantante, mi suggerì.

Grazie, ma a lei non piace il flamenco? Lo provocai, proprio per tentare un approccio.

Stavo vivendo le fasi dell'innamoramento.

Oh! Si, rispose, certo. Io sono nato da queste parti, continuò. Ho il sangue catalano.

- Sa, ho viaggiato molto, e una volta sono passato dall'Italia per andare in Grecia.

- Lei è italiana vero? Ho buoni ricordi della sua terra.

Capisco, gli risposi soddisfatta. Ma ogni sua parola era un suono dolce che mi ammalìava.

Lo vidi andare via. Era proprio un bell'uomo e mi affascinava. Ti assicuro che se ci provava, ci stavo.

Fino al punto da tradire tuo marito? Disse Elisa!

Sì, rispose decisamente Sandra.

Racconta, racconta allora, incitò l'amica! Voglio sapere tutto, se ci sei stata a letto e come ti ha regalato quel bracciale.

Tu vuoi sapere troppo, curiosa che non sei altra, riprese Sandra. Comunque, devo confessarti, che tornai apposta quando staccò dal lavoro, per seguirlo e vedere dove abitava.

Giù, nel promontorio, il pomeriggio dopo, gli ho fatto una sorpresa. Era seduto al sole della sera, e stava riparando delle nàsse di mare. Sai, quelle che si usano per la pesca!

L'ho sorpreso con un: salve! Allora è quì che abita!

Ebbe un sussulto! Ehm, Buona sera signora, mi ha risposto sbalordito!

- Come mai da queste parti? Le piace il posto?

Si, gli ho risposto. Ma vedo che lei è un pescatore!

Lo sono stato, ribadì, adesso riparo queste cose per conto di terzi. Sa, è un secondo lavoro che mi permette di vivere. Io non ho più nessuno e allora mi dò da fare per tenermi in movimento e sentirmi meno solo.

Non è sposato? Gli dissi!

No, rispose, è una lunga storia.

Restammo a parlare per ore.Guardavo le sue labbra muoversi nel linguaggio del labiale e stavo bene. Quell'uomo mi trasmetteva pace ed io stavo tornando ragazzina. Era proprio lui l'uomo dei miei sogni.

Ero completamente in balìa del suo fascino.

Dai, ci sei finita a letto vero?

Quanto hai resistito? Provocava Elisa.

Ma cosa dici!

Abbiamo parlato, mi piaceva. Abbiamo fatto delle lunghe camminate e mi ha fatto vedere dei luoghi suggestivi. Stavo bene con lui!

E poi, ogni sera, era quasi come un appuntamento. E ogni volta era stupendo!

Una sera abbiamo cenato a base di paèlla nella sua modesta casa a lume di candela. Era bravo a cucinare, e poi, ero talmente attratta da quelle piccole cose che aveva intorno. La sua casa era come una grotta di mare e i suoi nìnnoli erano conchiglie di varie forme e colori.

Tutto era magicamente bello, e confesso che mi aspettavo che quell'uomo mi baciasse. Lo avrei fatto fare sai?

Pensavo che mi avrebbe portata a letto. Ci sarei stata!

E lo credo! Rispose Elisa con aria soddisfatta a metà e con un: olè! Capitasse a me un occasione in un atmosfera simile!

Fascino catalano! Me gusta molto!

E ci sei stata a letto?

No, mi ha rispettato, ma mi teneva la mano e abbiamo parlato di tante cose, proseguì Sandra.

Il giorno prima di lasciare quel posto incantevole, poi, è stato emozionante.

Ha preso un cofanetto e ha tirato fuori questo bracciale e mi ha detto: Prendilo, c'è una magia in questo bracciale, ritorna sempre da me quando lo affido alle persone che voglio bene.

Come mai gli dissi?

Ma lui interpose alla mia domanda una sua domanda: ti spiace se ti dò un nome nuovo e ti ricordo con questo?

No, gli dissi!

- Bene, ti chiamerò "Solaria" in omaggio alla luce del sole e al soffio dell'aria.

Ancora una volta rimasi di stucco. Quel nome era lo stesso di quando fantasticavo da adolescente.

Mi sentivo chiamare nei miei sogni proprio con quel nome.

Solaria! Sola....ria!

 Per lungo tempo quel nome, mi ha cullata, mi ha fatto sognare un'amore intenso. Ricordo da ragazza, mi sentivo chiamare e intorno a me non c’era nessuno. Nei sogni poi, mi giravo ed era lì. Solaria, quanto ti amo mi diceva!

Adesso avevo la certezza che era lui.

L'uomo dei miei sogni, si era materializzato.

Ero pronta a fare qualsiasi cosa per averlo, anche non tornare più a casa.

Ma gli dissi: che bello! Solaria mi piace. Raccontami il significato.

Ero curiosa di sapere se corrispondeva ai miei sogni

E mi raccontò che apparteneva ad una ragazza che aveva conosciuto in Grecia nelle vacanze scolastiche. Si amarono, ma dovettero separarsi per tornare nelle rispettive patrie. Così, lei gli regalò il bracciale per avere un impegno a rincontrarlo un giorno.

Quella ragazza la chiamava Solaria perchè era bella come il sole e delicata come l'aria.

Imbarazzata, gli ho risposto che non doveva privarsi di un affetto importante. Ma lui mi ha invitata a prenderlo perchè anch'io gli ricordavo quella donna.

Solaria vive in me disse, ma non credo verrà più a riprenderlo, è passato tanto tempo. Guarda, le sue lettere mi sono sempre tornate indietro. E mi mostrò un fascio di lettere.

E poi, a chiunque l’ho dato, chissà perchè, è sempre ritornato da me. Un giorno, durante un immersione lo trovai in mare. Un altra volta, impigliato in una nàssa. Ed ancora, tra i tavoli del cafè chissà come.

Ho capito che era la magìa di Solaria. Questo, lei lo ha dato a me, ma credimi, non mi serve. Tu mi ricordi lei, prendìlo.

Presi il bracciale e gli dissi: allora sarà un impegno per me venire ancora quì a rivederla.

Con soavità, me lo attaccò al polso, e disse: "Tu portalo sempre con te, e quando il tuo cammino sarà duro, non indugiare. Guardalo e ricordati da dove viene. Come ogni cosa, è lì deve tornare".

Non capii cosa voleva dire, ma non avevo il coraggio di chiederlo per non rompere quell'incantesimo. Ci salutammo con le lacrime agli occhi. Stavo per baciarlo, mi pareva naturale farlo. Ma lui ha interposto una mano davanti e mi ha detto con una grande pace: non farlo!

Non sporcare l'innocenza che c'è tra noi. Lasciamoci così e conserveremo un buon ricordo entrambi.

Ricordo quella luce bellissima nei suoi occhi, e non so se per l'atmosfera o per l'addio, piansi molto.

Lasciando quel posto ho promesso a me stesso che lo avrei rivisto. Quell'uomo lo sento nel sangue.

Sono venuta da te in Calabria per riflettere, per stare ancora lontana da mio marito.

Sento che la mia storia è con quell'uomo!

Era nei miei sogni, ma ora l'ho ritrovato.

Che bella storia, le disse l'amica, tirando un sospiro di sollievo.

E mentre un onda si infranse sui piedi e il sole era già oltre la montagna, ribadì: io però avrei osato di più.

Mi spiace dirtelo Sandra, ma ti sei persa molto.

Almeno una notte, dovevi stare con lui.

Non potevo, rispose l'amica, guardandosi il bracciale e asciugandosi ancora una lacrima.

Nel viaggio di ritorno, tra le mie cose in valigia, ho trovato una vecchia foto. Sicuramente l'avrà messa lui.

Non te ne ho parlato, ma sotto un cedro, c'era lo stesso uomo insieme a mia madre.

Quell'uomo è mio padre!

                                                      anima21

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