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mercoledì, 07 gennaio 2009
In... -favole e fiabe

Favole e Fiabe, Rosaspina dei F.lli Grimm

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mercoledì, 07 gennaio 2009
In... -favole e fiabe

Favole e Fiabe,  La piccola fiammiferaia di Hans Christian Andersen

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domenica, 04 gennaio 2009
In... -favole e fiabe

Favole e Fiabe, Pinocchio di Collodi


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domenica, 21 dicembre 2008
In... esopo, la volpe e luva, -favole e fiabe



Favole e Fiabe, La volpe e l'uva, Esopo

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domenica, 21 dicembre 2008
In... i tre porcellini, jacobs joseph, -favole e fiabe



Favole e Fiabe, I tre porcellini, Jacobs Joseph

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domenica, 21 dicembre 2008
In... raperonzolo, -favole e fiabe


Favole e Fiabe, Raperonzolo, F.lli Grimm

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lunedì, 01 gennaio 2007
In... miskin, -favole e fiabe
 
Un giorno, tanto tempo fa, un principe si ammalò e stette così male che pensò che quella volta fosse proprio arrivata la sua ora. Fu così che dal letto di dolore si fece portare dal vescovo il quale vedendolo così malconcio e deperito si spaventò. Allora il principe con flebile voce disse: “se guarirò andrò in pellegrinaggio fino a Gerusalemme a piedi”, così giurò davanti a Dio. Trascorsero i giorni e il principe miracolosamente guarì, e dopo una lunga convalescenza si trovò di fronte all’impegno promesso. Ma il principe era un uomo molto pigro e al solo pensiero della fatica che avrebbe fatto lo tormentava. Dopo aver chiesto consiglio, dopo averci pensato e ripensato, decise di tornare dal vescovo nella speranza di convertire il voto e di pagare in denari la sua pigrizia. Ma il vescovo fu inamovibile alle sue suppliche, lo incitò a partire subito e a dare l’esempio ai suoi sudditi. Così il principe che proprio non ne voleva sapere di andare a piedi fino a Gerusalemme, decise di percorrere lo stesso viaggio all’interno del suo magnifico palazzo. Fece disporre dalla schiavitù tutto il necessario per il viaggio: vestiti pesanti e leggeri, lanterne, tende da campo, animali da soma e tutto quello che sarebbe servito per un vero pellegrinaggio. Decise che ogni stanza rappresentava uno stato da attraversare, calcolando le avversità del percorso e addirittura le imboscate dei briganti preventivamente assoldati, passo dopo passo camminando in lungo e in largo dalla biblioteca al salone da ballo, dalla stanza da letto alle cucine, passarono gli anni.
Ma un bel giorno una donna bellissima arrivò da molto lontano e si innamorò così perdutamente del principe che riuscì a entrare nel palazzo di nascosto e a vederlo mentre viaggiava nelle sue stanze.
Si dice che quando i loro sguardi si incontrarono per un giorno ritornò la primavera e tutti i popoli in guerra riposero le armi. Si trovarono quindi ad affrontare il mare, allora il principe fece inondare le cantine, e a bordo di una grande tinozza passarono altri lunghi mesi a navigare. Poi fu la volta del deserto, e il principe fece liberare una stanza da tutti i mobili e suppellettili e ordinò di riempirla di candele sempre accese, così da ricordare il calore e la luce del sole. Ma mentre il principe era tutto affaccendato ad adempiere al proprio impegno, alcuni cortigiani malvagi tramarono un losco piano per ucciderlo. Le imboscate e gli attacchi dei briganti si intensificarono fino a mettere in serio pericolo di morte l’ignaro sovrano ormai vecchio e stanco. Anche i contabili ormai avevano perso il conto dei passi, e il suo vagabondare per il palazzo era diventato l’unica ragione di vita. Ma un giorno arrivarono nell’ultima stanza, quella adibita ai ricevimenti, in fondo a un lunghissimo tavolo preziosamente intarsiato si vedeva la porta principale, quella che dava verso l’esterno, allora il principe scoppiando a piangere la aprì e un raggio di sole luminosissimo invase la stanza e tutti corsero per le strade di Gerusalemme. Il principe visse ancora a lungo fino a che un giorno si ammalò e stette così male che morì.
 

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venerdì, 01 gennaio 1999
In... -favole e fiabe

Il bugiardo irlandese, Fiaba irlandese


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venerdì, 01 gennaio 1999
In... -favole e fiabe

Cinque in un baccello, di H.C. Andersen


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venerdì, 01 gennaio 1999
In... -favole e fiabe

L'usignolo, di Nero74


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venerdì, 01 gennaio 1999
In... -favole e fiabe


Favola d'Amore di H. Hesse


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venerdì, 01 gennaio 1999
In... -favole e fiabe

La fortuna del grullo, di F. Veneziano [14 anni]


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venerdì, 01 gennaio 1999
In... roberto frazzetta, -favole e fiabe



scritta da Roberto Frazzetta
devilman767

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venerdì, 01 gennaio 1999
In... miskin, -favole e fiabe

scritta da Matteo Martini
miskin

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venerdì, 01 gennaio 1999
In... -favole e fiabe

Favole e Fiabe, Il re dei pavoni di Italo Calvino

 


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venerdì, 01 gennaio 1999
In... ande, -favole e fiabe, franco pucci essiamonoi
 
 
Personaggi ed interpreti

La Famiglia reale:
- ReRospo: Re Brutto ma Buono
- NanaRana: Regina Bassottina
- GiroGiro: Girino Principino
- BissSerpe: Bestia Reale
- Topolino Idiotino: Scemo dello Stagno
- Mago Veloce: Ragno Zoppo
- Fata Svampina: Ape sbadata
- Corvo Nerino: Porta sfortuna

Bimbo Sporcaccione
La mamma

Trama: GiroGiro il Principino vuole salvare gli abitanti dello stagno dalla maledizione del Ragno Veloce che ha trasformato tutta la comunità in tanti sordomuti, c’è chi sente e non parla e c’è chi parla e non sente. Si farà aiutare da Fata Svampina...

Nel paese di chissàdove, nel giorno di chissàquando in uno stagno grande come una vasca da bagno, nacque un girino.
Era un girino speciale, primo perché era figlio del ReRospo e NanaRana la regina e poi perché non stava mai fermo, girava in tondo in tondo. Per questo i genitori decisero di chiamarlo GiroGiro il Girino Principino.
Era un bel girino che cresceva alla svelta, anche se spesso perdeva la memoria perché girava tondo tondo e si dimenticava di tutto, anche di quello che stava facendo e dicendo.
Pur di guarirlo da questa strana malattia i genitori avevano interpellato i migliori specialisti dello Stagno finché disperati, su consiglio dei dignitari di corte, non si rivolsero al Mago Veloce.
Questi era un mago temuto e conosciuto in tutto lo Stagno: un ragno velenoso che aveva perso le zampe durante una gara di ballo … si erano intrecciate così strettamente che dovettero amputargliele.
Da allora girava in carrozzella, lo chiamavano Mago Veloce, ed era diventato più cattivo che mai.
Interpellato Mago Veloce disse a ReRospo: “comprate un animale al Principino, non si sentirà solo e avrà un compagno che lo aiuterà molto: dovrà portarlo a spasso legato ad un guinzaglio e dovrà stare attento a non girare tondo tondo, altrimenti lo strozzerà!”
Mago Veloce poi disse sogghignando: “Vi consiglio un serpente, è sicuramente adatto al Principino…”.
Fu così che nella reggia dello Stagno prese alloggio un serpente giallo e verde, un po’ bruttino in verità che fu chiamato BissSerpe.
Fu dotato di collare dorato e tempestato di diamanti: era pur sempre la Bestia Reale ed al Principino fu regalato un guinzaglio di splendida pelle verde di ramarro trovata attaccata ai rovi, lasciata lì durante la muta.
GiroGiro andava a passeggio con BissSerpe al guinzaglio, ogni tanto lo strozzava un po’, ma si riprendeva subito e ritornava in sé, ricordando esattamente dove era e cosa stesse facendo. Tutto lo Stagno conosceva la sua storia e tutti guardavano al Principino con un misto di curiosità e di compassione.
Dovete sapere che lo Stagno si era formato nella vasca da bagno di un bimbo particolarmente sporcaccione, che non voleva lavarsi mai e l’acqua che rimaneva nella vasca era così sporca e piena di terra che la stessa si era trasformata in uno stagno pieno di erbe, fiori di loto e animaletti vari: rane, bisce, piccoli pesci, topolini e via dicendo, tutti gli animali possibili che uno stagno può ospitare.
Tutti gli abitanti erano al corrente del consiglio dato al Re dal Mago Veloce e sapevano anche che il Principino non doveva fidarsi troppo del serpente, perché era una creatura che ubbidiva al Mago.
Vollero allora avvisare il re ed una delegazione di animali si recò alla reggia per conferire con ReRospo, ma fecero l’errore di portare con loro anche lo Scemo dello Stagno, ovvero un topolino, il Topolino Idiotino che non parlò durante l’incontro ma da bravo idiota spifferò tutto a Mago Veloce.
Mago Veloce si arrabbiò moltissimo e lanciò una maledizione contro lo Stagno: "Da questo momento metà di voi sentirà ma non parlerà e l’altra metà parlerà ma non sentirà, così il Re non saprà mai se chi aveva parlato aveva anche sentito e rimarrà col dubbio della verità."
Tutto lo Stagno ammutolì di colpo, poi metà cominciò a parlare ma l’altra metà non sentiva e viceversa, si creò così un caos indescrivibile e tutta la comunità cadde in una confusione totale che paralizzò la vita degli abitanti.
ReRospo seppe dell’accaduto e, memore di quanto i suoi sudditi gli avevano raccontato, mandò suo figlio, il Principino GiroGiro, ad accertarsi di quanto era successo. "Vai allo stagno e cerca di capire cosa sia successo ma soprattutto cerca di ricordarlo, perché stavolta andrai da solo, BissSerpe non verrà con te, è una spia del Mago Veloce."
GiroGiro uscì dal castello e si incamminò verso lo stagno, ogni tanto girava tondo tondo per un po’, si fermava, non ricordava più niente e ricominciava a vagare senza meta.
Devo farmi aiutare da qualcuno - pensò - perché altrimenti non riuscirò a fare quello che mio padre mi ha chiesto" in questo barlume di lucidità gli venne in mente chi avrebbe potuto aiutarlo: la Fata Svampina.
Fata Svampina era una fata che viveva tra i pistilli di un magnifico fiore di stagno sì, proprio tra i pistilli, perché Svampina era un’ape, una bellissima ape colorata a strisce bruno e oro che proteggeva lo Stagno, ma che era così sbadata che combinava sempre un sacco di guai ed era disattenta così che nello Stagno l’avevano soprannominata "Fata Svampina, la Fata sbadatina …"
GiroGiro si recò da lei e chiese aiuto poiché da solo non sarebbe mai riuscito a portare a termine l’incarico che ReRospo suo padre gli aveva affidato, voleva dimostrargli di essere all’altezza, un degno successore alla guida dello Stagno.
"Oh Fata Svampina, mi devi aiutare, Mago Veloce ha fatto una maledizione e tutti gli abitanti dello stagno adesso sono in confusione: metà parla e non sente e metà sente ma non parla … che caos …" disse con tono accorato il Principino.
"Ti aiuterò" - disse la Fata - "appena riesco a liberarmi dai pistilli che mi si sono appiccicati alle ali… sai ieri sera sono andata a dormire tra i pistilli come al solito, ma non mi sono accorta che avevo ancora le ali sporche di miele, non mi ero pulita tra le foglie, come al solito...” Fata Svampina riuscì finalmente a districarsi dai pistilli e s’incamminò ronzando e volando accanto a GiroGiro verso lo Stagno.
Ma tutto questo gran daffare non era sfuggito a Corvo Nerino, un corvo nero come la pece che svolazzava sopra lo stagno ed era amico di Mago Veloce. Così volò velocemente ad avvisare il mago, ma non lo trovò: Mago Veloce era andato da MeoScarabeo il meccanico dello stagno, per il consueto controllo della sua carrozzella.
"La solita sfortuna" – pensò – Corvo Nerino e si appollaiò su un ramo di spino ad aspettare il ritorno del Mago.
Corvo Nerino era conosciuto in tutto lo stagno come un corvo particolarmente sfortunato, tanto che era chiamato Portasfortuna e tutti gli animali lo evitavano e facevano gli scongiuri quando lo vedevano o lo incontravano.
Nel frattempo GiroGiro e Fata Svampina erano giunti allo stagno e la Fata aveva cominciato il suo rito magico per togliere la maledizione agli abitanti: volava ronzando avanti ed indietro spargendo tutto intorno il polline magico che aveva accumulato volando di fiore in fiore, ma …
…come sappiamo era un’ape particolarmente sbadata e durante la magia con la sua disattenzione combinò un sacco di pasticci e di guai; riempì di polline la casa di Mamma Chiocciola che ne era uscita per lavarsi i cornini, volando ma guardando indietro andò a sbattere contro il campanile della chiesa e perse metà del suo prezioso carico, insomma non faceva che combinare guai con la sua sbadataggine.
Nel frattempo Mago Veloce, che aveva terminato la messa a punto della sua carrozzella, era stato avvertito da Corvo Nerino e rombando come una Formula Uno arrivò sulla riva dello stagno.
Era arrabbiatissimo e stava per lanciare un’altra delle sue terribili maledizioni quando … l’acqua dello stagno si increspò, si creò un gorgo al centro e tutto lo stagno con i suoi abitanti finì inghiottito in un buco nero … cosa era successo?
La mamma del Bimbo Sporcaccione aveva semplicemente tolto il tappo alla vasca da bagno e tutto era finito nello scarico.
Ma la storia non finisce qui proprio in quel mentre il bimbo tornò a casa, più sporco che mai …"Hai proprio bisogno di un bel bagno" disse la mamma….
 

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venerdì, 01 gennaio 1999
In... -favole e fiabe, la giraffa vanitosa - favola etn
 
Ai limiti di una grande foresta, in Africa, viveva tra gli altri animali una giraffa bellissima, agile e snella, più alta di qualunque altra. Sapendo di essere ammirata non solo dalle sue compagne ma da tutti gli animali era diventata superba e non aveva più rispetto per nessuno, né dava aiuto a chi glielo chiedeva. Anzi se ne andava in giro tutto il santo giorno per mostrare la sua bellezza agli uni e agli altri dicendo:
- Guardatemi, io sono la più bella. -
Gli altri animali, stufi di udire le sue vanterie, la prendevano in giro, ma la giraffa vanitosa era troppo occupata a rimirarsi per dar loro retta. Un giorno la scimmia decise di darle una lezione. Si mise a blandirla con parole che accarezzavano le orecchie della giraffa:
- Ma come sei bella! Ma come sei alta! La tua testa arriva dove nessuno altro animale può giungere... -
E così dicendo, la condusse verso la palma della foresta. Quando furono giunti là, la scimmia chiese alla giraffa di prendere i datteri che stavano in alto e che erano i più dolci. Il suo collo era lunghissimo, ma per quanto si sforzasse di allungarlo ancor di più, non riusciva a raggiungere il frutto. Allora la scimmia, con un balzo, saltò sul dorso della giraffa, poi sul collo e finalmente si issò sulla sua testa riuscendo ad afferrare il frutto desiderato. Una volta tornata a terra, la scimmia disse alla giraffa:
- Vedi, cara mia, sei la più alta, la più bella, però non puoi vivere senza gli altri, non puoi fare a meno degli altri animali.
La giraffa imparò la lezione e da quel giorno cominciò a collaborare con gli altri animali e a rispettarli.
 

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Programmazione

Concorso Sguardi
4°Concorso Nazionale di Poesia indetto da Rosso Venexiano



dal 15 settembre
al 15 novembre 2009
Bando di concorso Sguardi [fra pochi giorni] per la partecipazione gratuita a Antologia poetica edita dall'Ass.ne Salotto Culturale Rosso Venexiano


vietati video e slide nei post


Iniziative
Temi a cui ispirarsi

tag: sabbia
Sabbia, nulla è più fuggevole della sabbia... dal 5 settembre


Rosso Foto
Rosso Foto Concorso di Settembre


tema: fotografa le tue vacanze
invia le tue foto a rossofoto@gmail.com
entro il 30 settembre 2009


Prossimo tema

tag: elementi della natura
Aria, acqua, terra e fuoco.
dal 12 settembre


Incantesimi lab

Perle
Perla del giorno


Per_la Biblioteca Frammenti

Per_la Biblioteca Les Folies


RV Magazine

quindicinale stampabile

Rosso Grafica
Vincitori Contest Estivo

Rossografica

Pubblicazioni
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